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24 de out. de 2012

Ascolto B1 - B2

CURSO DE EXTENSÃO 
COMPREENSÃO AUDITIVA EM LÍNGUA ITALIANA
 NÍVEL B1 - B2


Horário: 12h às 13h - Sextas

Início: 09/11/12           Término: 01/02/13

BLOCO TUPI - Sala 1

Coordenador: Prof. Rafael Ferreira

Os alunos com frequência igual ou superior a 75% 
receberão uma Declaração de Participação.

Levar a Apostila (Xerox da Moana) já na primeira aula.

Valor: R$ 15,00 (Pagar na 1ª aula)
O valor das inscrições será revertido em material permanente para
 a Unidade Curricular de Italiano, como livros e aparelhos.


Clique na Imagem para fazer sua inscrição



31 de jan. de 2012

Novidade: Italiano Avançado na UECE


O curso de Língua e Cultura Italiana da UECE tem a honra de convidar todos os seus ex-alunos que concluíram o curso de Italiano para a sua primeira turma de Italiano avançado. O curso é destinado também aos alunos da Casa de Cultura Italiana da UFC, Imparh e todos aqueles que estejam interessados em cursar um semestre avançado de língua italiana.


As aulas serão ministradas aos sábados, das 14 às 17 horas, com foco principal na conversação e na produção textual . A matrícula ocorrerá nos dias 8,9,10 de fevereiro e para efetuá-la é necessario levar o certificado de conclusão do curso de italiano emitido por uma das instituições supracitadas.

Para maiores informações, os interessados podem entrar em contato com a secretaria do Núcleo de Línguas, através do número 31012027, ou enviar um e-mail para ollgalima@yahoo.com.br.


30 de jan. de 2012

Alleniamo il nostro italiano


Com'è andato l'esame ?


Guardiamo questo filmato e proviamo a rispondere a queste domande:
1. Perché Lorenzo non ha superato l'esame se aveva studiato tanto ?
2. Quale aggettivo Lorenzo attribuisce a Valeria a 1:25 ?
3. Cosa significa "per lo più" nella battuta di Lorenzo: "Ah beh, se è per quello, è un mattone da 500. Ma per lo più sono cose che già so. È che ci sono quei due o tre capitoli nuovi..." ?



16 de ago. de 2011

CURSOS DE EXTENSÃO 2011.2

COMPREENSÃO AUDITIVA EM LÍNGUA ITALIANA

Início 17/08
Horário 13h às 14h
Período: 17/08 a 26/11
Local: Bloco Tupi
Inscrições na 1ª aula
Certificado: 75% Frequência
Valor Semestral: R$ 10,00
(não precisa levar ainda - A UFC vai abrir uma conta)
O material está disponível na Cópia da Moana (Fac de Educação).

Nível A1 - A2
Pré-requisito: Nível Básico
Sala 1
Monitor: Neudo

Nível B1-B2
Pré-requisito: Nível Intermediário
Sala 2
Monitor: Paulo


CULTURA ITALIANA ATRAVÉS DO CINEMA
Início 19/08
Horário: 12:30 às 14h
Período: 19/08 a 01/12
Local: Sala Interarte
Inscrições na 1ª aula
Valor Semestral: R$ 10,00
(não precisa levar ainda - A UFC vai abrir uma conta)
Certificado: 75% Frequência + 1 Comentário por filme no blog

20 de mai. de 2011

Socrate e il paraurti - Luciano De Crescenzo

Attività 5/6
Ricerca "Il Blog come catalizzatore del Processo di Insegnamento/Apprendimento di Italiano Lingua Straniera"
Prof.Dr. Rafael Ferreira da Silva – DLE / UFC – Gruppo di Ricerca DIGIT@LE (CNPq)


Luciano De Crescenzo

“Come si fa a non innamorarsi di Socrate: era buono d'animo, tenace, intelligente, ironico, tollerante e, nel medesimo tempo, inflessibile.
Di tanto in tanto sulla Terra nascono uomini di questa levatura, uomini senza i quali noi tutti saremmo un po' diversi: penso a Gesù, a Gandhi, a Buddha, a Lao Tse e a San Francesco. C'è qualcosa però che distingue Socrate da tutti gli altri ed è la sua normalità di uomo. Infatti, mentre per i grandi che ho appena nominato c'è sempre il sospetto che un pizzico di esaltazione abbia contribuito a tanta eccezionalità, per Socrate non esistono dubbi: il filosofo ateniese era una persona estremamente semplice, un uomo che non lanciava programmi di redenzione e che non pretendeva di trascinarsi dietro torme di seguaci. Tanto per dirne una, aveva anche l'abitudine, del tutto inconsueta nel giro dei profeti, di frequentare i banchetti, di bere e, se ne capitava l'occasione, di fare l'amore con un'etera.” Luciano De Crescenzo.


SOCRATE E IL PARAURTI

Socrate: Caro Fedro! Dova vai e da dove vieni?


Fedro: Ero con Lisia, il figlio di Cefalo, o Socrate: ora me ne vado fuori delle mura perché, dovendomi comprare un'automobile usata, desidero visitare un mercato di auto d'occasione che, mi si dice, è stato da poco aperto sulla strada di Eleusi.

Socrate: Dal momento che hai deciso di farti la macchina, perché non aspetti  di avere più soldi per poterne comprare una nuova?

Fedro: Non essendo ancora pratico della guida, preferisco imparare su un'auto usata. Tu piuttosto, o Socrate, perché fino a oggi, pur avendone i mezzi, non ti sei comprato una macchina?

Socrate: Per farne cosa?

Fedro: Per andare dove più ti fa piacere.

Socrate: E dove dovrei andare?


Agorà di Tiro

Fedro: Ma, non so... all'agorà, per esempio, dal momento che abiti nel demo Alopece, e che ogni mattina sei costretto a camminare per più di mezz'ora...

Socrate: E tu pensi che a me dispiaccia tutto questo camminare?

Fedro: Così credo, o Socrate.

Socrate: Invece, caro Fedro, io amo talmente il passeggiare che, se fossi molto ricco e avessi un'auto, per non licenziare il mio autista, gli darei la macchina e mi farei seguire da lui, passo dopo passo. E poi non credi che, andando in auto, perderei ogni possibilità d'incontrare gli amici, di fermarmi e di parlare con loro?

Fedro: Forse quanto tu dici è giusto per le brevi distanze, ma non per le lunghe. Come potresti, senza automobile, raggiungere in poco tempo luoghi lontani e belli da vedere?

Socrate: Senofane, a quanto dicono, per sessantasette anni ha girato il mondo in lungo e in largo, e che io sappia non ha mai posseduto nemmeno una misera 500. Ma ammettendo, soltanto per amore del conversare, che sia indispensabile disporre di un'auto per visitare il mondo, mi puoi suggerire, per cortesia, un motivo valido per visitarlo?
Fiat 500

Fedro: O bella! Ma per guadarsi intorno, per godere la natura. Hai mai visto tu le montagne che circondano Pilo? Gli abissi del Citerone? Gli ulivi che rallegrano le campagne della dolce Tessaglia? Vuoi forse morire senza conoscere tutte queste gioie?

Pianura di Tessaglia



Socrate: Sii buono con me, Fedro: io sono appassionato dell'imparare. Cosa vuoi che possano insegnarmi  gli alberi e le campagne, se ho ancora da imparare dagli uomini. E di uomini, penso che in Atene ce ne siano già in numero sufficiente da non essere costretto ad andare in giro per trovarne dagli altri. Infine io credo che tutto quello che ha inventato questo nuovo Dio che tu chiami Progresso sia solo una serie di "prolunghe". L'automobile è una prolunga delle gambe, il telefono una prolunga dell'orecchio, il televisore dell'occhio e il computer del cervello; ma nessuna di queste novità, che io sappia, è mai riuscita a cambiare l'Uomo nel suo profondo. Passano gli anni infatti e, malgrado le nuove prolunghe che si trovano sul mercato, gli uomini continuano a comportarsi come sempre.
Atene

                              ridotto e adattato da "I Dialoghi" di L. De Crescenzo
  
LESSICO
(il) paraurti - un dispositivo di metallo o plastica applicato sulla parte anteriore o posteriore di un autoveicolo per proteggere la carrozzeria in caso di urti.
licenziare - porre fine da parte del datore di lavoro ad un contratto con un lavoratore

raggiungere - arrivare in un posto
ammettere - supporre
suggerire - consigliare
godere - provare gioia e soddisfazione, gustare

timore - proccupazione, paura

percorrere - coprire una distanza, compiere un tragitto

prolunga - elemento utilizzato per allungare qualcosa (un attrezzo, una macchina)

Leggi quest’intervista a Luciano De Crescenzo sul libro "I Dialoghi".

Aforismo Luciano De Crescenzo:

• Oggi il settanta per cento dell'umanità muore di fame... e il restante trenta per cento fa la dieta. (Luciano De Crescenzo)

• Nel Fedro di Platone, Socrate diceva che la scrittura era una minaccia per la cultura perché a un libro non si possono fare domande. A Socrate mancava Internet. (Luciano De Crescenzo)

• Accomunanza: Vivere insieme non avendo nulla in comune come i napoletani e i milanesi, due popoli diversi uniti dalla stessa televisione. (Luciano De Crescenzo)

• La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali. (Luciano De Crescenzo)
Ti è piaciuto? Allora clicca qui per leggerne altri!!
Guarda un video in cui Luciano De Crescenzo parla di una delle teorie di Socrate!


Anche in questo video trovi più informazioni sul Dialogo Socratico:




DISCUSSIONE

1. Perché, secondo te, L. De Crescenzo, l’autore del brano letto, prende come protagonista del suo racconto un filosofo del passato per discutere di progresso?


2. La macchina inquina, non fa incontrare le persone, crea problemi di ogni tipo e genere; eppure continuiamo a comprarla, ma è proprio tanto necessaria? Ne potremmo fare a meno, come dice il nostro Socrate?

3. Ritieni l’automobile un simbolo di progresso o un male metropolitano purtroppo necessario?

ESERCIZIO LESSICALE
Completa con la preposizione adatta.
1. ___________ dove vieni? ___________ che parte vai?

2. Voglio visitare un mercato ___________ auto ___________ occasione.

3. Non sono pratico ___________ guida.

4. Ogni mattina sono costretto ___________ camminare per più ___________ mezz'ora per andare ___________ ufficio.

5. Con la macchina puoi raggiugere ___________ breve tempo dei posti bellissimi ___________ vedere.

6. Sono appassionato ___________ musica e macchine.

7. Ad Atene le persone sono tante ___________ non poterle conoscere tutte.

8. Gli automobilisti non sono sensibili ___________ bellezze naturali.

9. Sto ___________ acquistare un'auto e voglio il tuo consiglio.

10. Veramente pensi che l'auto non sia utile ___________ nulla?
Attività tratta e adattata dal libro Sapore d’Italia

8 de mar. de 2011

Carnevale in Italia

Lo volete scoprire?


Diversamente da quanto si potrebbe pensare il Carnevale in Italia ha origini molto antiche, risale a tradizioni precristiane, che si ricollegavano ai saturnali e ai lupercali, riti dei romani per la fertilità della terra che rappresentano il passaggio dall’inverno alla primavera.
In alcune città inizia il 26 Dicembre, in altre a Capodanno o all’Epifania, in altre ancora alla Candelora, il 2 Febbraio, termina sempre il martedì che precede il giorno delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima, periodo di digiuno, penitenza e purificazione che serve di preparazione alla Pasqua.
Durante il Carnevale tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, cibo e dolci di ogni tipo. In tutte le regioni d’Italia, nei piccoli centri, viene festeggiato il carnevale con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e fantastiche, coriandoli e stelle filanti, ma in alcune città i festeggiamenti sono tanto originali da richiamare turisti e visitatori provenienti da ogni parte del paese e del mondo.

A Ivrea, in Piemonte, c’è la “ battaglia delle arance” durante la quale si assiste ad una vera e propria “guerra” tra le persone che si trovano sui carri e quelle che assistono alla sfilata. Battaglia incruenta che adopera come armi tonnellate d’arance usate come proiettili. Regina della festa è la “ mugnaia”, eroina e simbolo di libertà del popolo in rivolta contro il tiranno feudale, e che deriva da un personaggio veramente esistito. Sembra, infatti, che durante il Medioevo sia vissuta una coraggiosa fanciulla, figlia di un mugnaio che si ribellò al tiranno che governava la città e lo uccise. La rivolta popolare che ebbe inizio dal suo gesto, viene ricordata ancora oggi proprio con questa “ battaglia” che però insanguina le strade solo di succo di arancia.


Carnevale d'Ivrea e la Mugnaia 2011

Caratteristica del Carnevale di Viareggio, denominato anche Carnevale d’Italia, in provincia di Lucca (Toscana), sono gli splendidi carri allegorici più o meno grandi su cui troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui difetti vengono sottolineati con satira ed ironia. La tradizione di questa particolare sfilata risale alla seconda metà dell’800, esattamente al 1873, quando alcuni ricchi borghesi della città decisero di mascherarsi per protestare contro le tasse che erano costretti a pagare e presero a bersaglio dei loro ironici scherzi il capo degli esattori comunali. Da allora ogni anno questa sfilata permette di realizzare carri che interpretano alla perfezione il pensiero e il malcontento di tanta gente.


Un altro Carnevale famoso è quello di Putignano (BA), piccolo centro pugliese. Le sue origini risalgono a tempi lontani, 1394, rendendolo uno dei carnevali più antichi d’Europa. Il Carnevale di Putignano presenta ancora riti popolari antichissimi che si accompagnano alle tradizionali sfilate di carri ed è uno dei più lunghi per durata. Comincia infatti il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, con la Festa delle Propaggini, con strofe e versi umoristici e satirici, nel dialetto putignanese, dedicati a particolari personaggi e a fatti accaduti in città dell’anno trascorso. Il Martedì Grasso (o martedì delle ceneri) si può assistere al funerale del re Carnevale, rappresentato da un maiale: il suo feretro, accompagnato dalla moglie e da donne che piangono e urlano, sfila attraverso le strade della città, e, al termine della processione, viene dato fuoco ad un fantoccio che lo rappresenta.


 
In Sardegna, ad Oristano, l’ultimo giorno di Carnevale, è dedicato alla Sartiglia, giostra equestre durante la quale i cavalieri vestiti con costumi tradizionali antichi e con il volto coperto da una maschera di legno, devono riuscire ad infilzare con la lancia le stelle sospese in alto. Dal numero delle stelle che i cavalieri, al galoppo, riescono ad infilare sulla lancia, i contadini del luogo riusciranno a prevedere se il raccolto dei campi sarà abbondante o scarso. Anche qui, è evidente che i riti di Carnevale rispecchiano tradizioni antiche e pagane legate alla fertilità della terra e alla riuscita del raccolto. Pari infatti che siano stati i crociati ad introdurla in Occidente fra il 1118 e il 1200.



Il Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.

Le origini del Carnevale veneziano risalgono al X secolo, attraverso le cronache storiche sappiamo che il giorno di Giovedì Grasso si ricordava la vittoria del Doge Vitale Michiel sul patriarca di Aquileia, Ulrico, avvenuta nel 1162. Per ricordare la sconfitta subita, ogni anno i successori del Patriarca dovevano inviare al Doge un certo numero di maiali che venivano uccisi e la loro carne era distribuita tra i nobili, il clero e il popolo. Gli spettacoli continuavano con giocolieri e saltimbanchi, fuochi di artificio e il Volo dell’Angelo, detto anche della Colombina, fatto da un acrobata che saliva lungo una fune fino alla loggia del campanile di S.Marco, per poi tornare a terra con un mazzo di fiori da offrire al Doge.

Vollo dell'angelo

Allora come oggi, il costume che simboleggiava il Carnevale era la “bautta” formato da un mantello, detto tabarro, una cappa di merletto ed un cappuccio di seta nera. Sul capo uno strano cappello a tricorno e sul viso una maschera bianca che garantiva l’incognito. Tutti potevano mascherarsi a Carnevale, le distinzioni di ceto e di sesso cadevano, le maschere permettevano la massima libertà e soprattutto nessuna differenza.

Un tipo di bauta

Con il passare degli anni alcune tradizioni sono andate perdute, altre si sono adeguate alle nuove abitudini della vita, tuttavia il gusto del travestimento non è mutato, e l’originalità del Carnevale di Venezia è proprio nelle sue maschere. Infatti, oltre alla “bautta”, i veneziani hanno creato dei costumi preziosi e particolarissimi che fondono insieme lo stile e il gusto di tre diverse epoche storiche: il medioevo, il rinascimento e il settecento. Il risultato sono splendidi abiti di lucida seta color oro, nero o argento completati da mantelli di merletto e parrucche e, naturalmente, da una maschera che nasconde il viso, così che ognuno ancora oggi, come tanti secoli fa, si senta libero di ballare e divertirsi, certo di non essere riconosciuto.
L’atmosfera che si respira a Venezia è magica tutto l’anno, ma durante il Carnevale diventa ancora più speciale: gli spettacoli organizzati dappertutto, la musica e i balli in piazza S.Marco, le maschere dagli abiti multicolore, e, soprattutto, tanta voglia di divertirsi, tutto questo tra lo scintillio dell’acqua dei canali che come un’eco sembrano ripetere un ritornello vecchio ormai di secoli:

Par che ognun di carnevale
A suo modo possa far,
Par che adesso non sia male
Anche pazzo diventar…


Testo tratto e adattato da http://www.learnitaly.com/carnevale.htm

13 de fev. de 2011

La lingua italiana

IERI...
ORIGINE DELLA LINGUA ITALIANA
Al tempo dell’antico Impero, a Roma e nei territori da essa conquistati si parlava il latino. A questa lingua ufficiale si mescolarono via via numerosi vocaboli appartenenti alla lingua delle popolazioni che vivevano nelle diverse regioni e di quelle che in seguito le invasero. Dopo la caduta dell’Impero romano, il latino rimase la lingua delle persone colte, mentre il popolo (volgo) usava il volgare locale (cioè un latino misto a parole ed espressioni straniere). All’epoca dei Comuni si cominciò ad usare il volgare locale, invece del latino, anche nelle opere scritte.
Nel 1300 alcuni scrittori toscani, tra cui Dante, scrissero le loro opere nel volgare parlato a Firenze. Questi capolavori si diffusero in tutta l’Italia, suscitando in altri scrittori il desiderio di usare il fiorentino. Così, un po’ alla volta, il volgare parlato a Firenze fu conosciuto e usato in tutte le regioni italiane; divenne cioè la lingua nazionale*.
Adattato da un libro delle elementari


*La lingua italiana viene chiamata anche ‘la lingua di Dante’ e ‘la ligua del dolce sì’.

E OGGI...

L’UNITÀ LINGUISTICA È MERITO DELLA TELEVISIONE

A Unità avvenuta (1861), l’italiano restava comunque una lingua letteraria che soltanto il 2,5% della popolazione era in grado di parlare e comprendere. Non solo, 8 italiani su 10 erano analfabeti e la scuola (elementare) divenne obbligatoria solo nel 1877. “La vera unificazione linguistica l’hanno fatta la scuola, ma soprattutto la televisione” conferma Tulio De Mauro, uno dei maggiori linguisti italiani.
Le parole più usate? Fare, sentire, dire, problema, lavorare, mangiare.



 La prima versione degli spot della Rai sui 150 anni dell'Unità d'Italia al centro di numerose polemiche. Per saperne di più.

L’INGLESE È UNA BRUTTA MALATTIA

L’inglese è la lingua universale della civiltà tecnologica. Resistere è sempre più difficile. Ci sono parole inglesi che i linguistici chiamano prestiti necessari (come per esempio rock).E molti sono i prestiti di necessità, ovvero non traducibili con lemmi già esistenti: kit, jeans, film, killer, partner, okay, puzzle, scout, spray, west, punk, rock; lessico finanziario come budget, marketing, meeting, business; informatico come click, cliccare, computer, formattare, hardware, software, mouse, blog (da web-log); sportivi come goal, corner, cross, assist, baseball, basket.
Poi ci sono termini “in sovrappiù” che indicano oggetti e concetti per cui già esistono termini italiani: sono i cosiddetti prestiti di lusso (come per esempio “drink”, “weekend”, “privacy”, “ok”, ecc.). Da quest’ultima mania è meglio tenersi alla larga!


I DIALETTI NON STANNO SCOMPARENDO

E ADESSO DECADE ANCHE LA GRAMMATICA

Era inevitabile: diventata una lingua viva, anche l’italiano ha cominciato a modificarsi. Il passato remoto è praticamente scomparso e la stessa sorte toccherà al congiuntivo. La vera novità è che si nota la tendenza alla paratassi non solo nella lingua parlata, da sempre più “sciolta”, ma anche dell’italiano scritto. Che sia l’effetto della prosa dei giornali?
I dati dell’ultima ricerca ISTAT (2006) smentiscono la credenza diffusa che i dialetti si stiano estinguendo, poiché è ancora significativo l’uso misto di italiano e dialetto nei tre contesti relazionali considerati: in famiglia si parla sia l’italiano sia il dialetto il 32,5% delle persone di 6 anni e più, con gli amici il 32,8% e con gli estranei il 19%. Inoltre è aumentato l’uso misto di italiano e dialetto(dal 24,9% del 1988 al 32,5% del 2006).
QUELLI CHE PARLANO IN GERGO
Il destino del linguaggio giovanile (la generazione 20 parole) non ha vie di mezzo nell’italiano comune. Così si nota la tendenza alla diffusione nell’italiano contemporaneo di suffissi in – oso (parloso) o in –aro (casinaro) anch’essi prediletti dai più giovani. Parole come ‘scialla’, ‘truzzo’, ‘emo’, ‘bella’ fanno parte del nuovo gergo degli under 18, fatto da termini irreverenti, creativi e che cambiano di continuo.

Guarda questo servizio del Tg1 che parla di questo fenomeno: http://www.youtube.com/watch?v=aA9_a5f0fo4&feature=related

CAPITOLO PAROLACCE
Le maleparole (questa è una conclusione del citato Tullio De Mauro) sono le stesse dappertutto. “Leader” fra le maleparole è ovviamente “cazzo” in espressioni esclamative o interrogative: “Non hai fatto un “cazzo”!” “Ma che cazzo vuoi?”. L’uso proprio di tale parola è viceversa molto raro. Un’ultima curiosità! Il massimo della volgarità non è stato registrato nelle conversazioni faccia a faccia, ma al telefono!!!
Adattato da Focus e tratto da Sapore d’Italia
LESSICO
mescolare – unire due o più componenti diversi in modo da formare un nuovo insieme
invadere – occupare con violenza un territorio, dilagare
colto – istruito
suscitare – provocare
sfiorare – toccare in superficie
tenersi alla larga – stare lontano
paratassi (la) – coordinazione di due frasi principali (si contrappone all’ipotassi)
smentire – negare, ritrattare
prevalere – dominare, essere superiore, primeggiare
nettamente – in modo più preciso e chiaro, esplicito
suffisso – elemento linguistico che posposto alla radice concorre alla formazione di una parola (es. oso)

PER LA DISCUSSIONE

1. Che ne pensi del linguaggio dei giovani? E della mania dei neologismi?
2. Pensi che le brutte parole siano solo volgari o necessarie per esprimere sentimenti particolari?

ESERCIZIO LESSICALE
Potresti tradurre in italiano le espressioni sottoindicate specificando da quale lingua derivano? Rispondi nello spazio ‘Commenti’.
1. leader
2. drink
3. los dineros
4. out
5. pullover
6. alibi
7. in
8. mania
9. boutique
10. o.k.
11. chic
12. sui generis
13. star
14. gratis
15. réclame
16. party
17. chèque
18. bouquet
19. terapia
20. tema
21. dossier