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23 de fev. de 2013

Festival Ceará-Italia


É uma iniciativa do “Sistema Itália”, Corpo Diplomático junto ao Vice Consulado Honorário da Itália de Fortaleza. O projeto tem como objetivo trazer grandes nomes da música tradicional italiana ao Ceará, buscando unir os dois gostos musicais e renovar as intenções entre estes dois povos que têm em comum a paixão pela música. 
Nesta primeira edição propomos um show com um cantor e compositor italiano, Vittorio De Scalzi, dei New Trolls, acompanhado dos músicos Armando Corsi e Edmondo Romano.

O Ceará-Italia Festival também estará presente em comunidades carentes, universidades e escolas, desenvolvendo para estes públicos, ações de integração e alinhamento dos propósitos de cada povo, levando um pouco da cultura italiana às pessoas com difícil acesso às manifestações culturais estrangeiras.



O Consulado Italiano tem como propósito aprimorar as relações entre as duas nações, quebrando paradigmas, valorizando os pontos positivos de cada país e ainda levando à comunidade brasileira momentos de entretenimento através da qualidade musical.

TANDEM ITALIANO 2013

Eccone il Bando:
Clicca sull'immagine !


21 de nov. de 2012

Tandem Italiano





La ripresa del Tandem Italiano 


Il Progetto Tandem ha come obiettivo principale far circolare la cultura italiana fra la comunità italianista dell'UFC.

È aperto a tutti !
Ogni venerdì la presenza di un madrelingua italiano (almeno quasi tutti hehe)

Quando ?
Venerdì 23 Novembre

Dove ? 
Aula 10 - Bloco Tupi

A che ora ?
11h 

Quanto ?
Gratuito !!!

Con Certificato di Partecipazione?
Sììììì !



16 de set. de 2011

Film Stanno Tutti Bene (1990)



Matteo Scuro, un anziano vedovo che vive in Sicilia decide di andare a far visita ai suoi cinque figli che abitano sparsi in varie città dell'Italia continentale: Napoli, Roma, Firenze, Milano e Torino. Orgoglioso dell'educazione loro impartita, ha dato loro nomi presi da personaggi del melodramma, di cui è appassionato. Sicuro di trovare ambienti familiari sereni e felici, come del resto gli è sempre stato fatto credere, si accorgerà invece che i figli sono dei falliti che hanno sempre cercato di nascondere al padre le loro frustrazioni e le sconfitte della vita: sia nel lavoro, sia nella conduzione delle rispettive esperienze matrimoniali e dei nipoti.



Per capire meglio, indico questo articolo !

16 de ago. de 2011

CURSOS DE EXTENSÃO 2011.2

COMPREENSÃO AUDITIVA EM LÍNGUA ITALIANA

Início 17/08
Horário 13h às 14h
Período: 17/08 a 26/11
Local: Bloco Tupi
Inscrições na 1ª aula
Certificado: 75% Frequência
Valor Semestral: R$ 10,00
(não precisa levar ainda - A UFC vai abrir uma conta)
O material está disponível na Cópia da Moana (Fac de Educação).

Nível A1 - A2
Pré-requisito: Nível Básico
Sala 1
Monitor: Neudo

Nível B1-B2
Pré-requisito: Nível Intermediário
Sala 2
Monitor: Paulo


CULTURA ITALIANA ATRAVÉS DO CINEMA
Início 19/08
Horário: 12:30 às 14h
Período: 19/08 a 01/12
Local: Sala Interarte
Inscrições na 1ª aula
Valor Semestral: R$ 10,00
(não precisa levar ainda - A UFC vai abrir uma conta)
Certificado: 75% Frequência + 1 Comentário por filme no blog

11 de abr. de 2011

Scambio Culturale con Italiani Madrelingua all'UFC

Sei invitato !
Ogni martedì c'è un incontro con un italiano madrelingua
per parlare di cultura italiana.
È nel BLOCO DIDATTICO sala 2 alle ore 11.
L'addetto è Paulo Alves, il nostro Monitor.
Questi incontri fanno parte del
ProgettoTandem no Curso de Letras:
Intercâmbio Linguístico e Cultural


8 de mar. de 2011

Carnevale in Italia

Lo volete scoprire?


Diversamente da quanto si potrebbe pensare il Carnevale in Italia ha origini molto antiche, risale a tradizioni precristiane, che si ricollegavano ai saturnali e ai lupercali, riti dei romani per la fertilità della terra che rappresentano il passaggio dall’inverno alla primavera.
In alcune città inizia il 26 Dicembre, in altre a Capodanno o all’Epifania, in altre ancora alla Candelora, il 2 Febbraio, termina sempre il martedì che precede il giorno delle Ceneri, che dà inizio alla Quaresima, periodo di digiuno, penitenza e purificazione che serve di preparazione alla Pasqua.
Durante il Carnevale tutto è permesso: allegria, balli, divertimenti, cibo e dolci di ogni tipo. In tutte le regioni d’Italia, nei piccoli centri, viene festeggiato il carnevale con sfilate e balli in piazza, maschere tradizionali e fantastiche, coriandoli e stelle filanti, ma in alcune città i festeggiamenti sono tanto originali da richiamare turisti e visitatori provenienti da ogni parte del paese e del mondo.

A Ivrea, in Piemonte, c’è la “ battaglia delle arance” durante la quale si assiste ad una vera e propria “guerra” tra le persone che si trovano sui carri e quelle che assistono alla sfilata. Battaglia incruenta che adopera come armi tonnellate d’arance usate come proiettili. Regina della festa è la “ mugnaia”, eroina e simbolo di libertà del popolo in rivolta contro il tiranno feudale, e che deriva da un personaggio veramente esistito. Sembra, infatti, che durante il Medioevo sia vissuta una coraggiosa fanciulla, figlia di un mugnaio che si ribellò al tiranno che governava la città e lo uccise. La rivolta popolare che ebbe inizio dal suo gesto, viene ricordata ancora oggi proprio con questa “ battaglia” che però insanguina le strade solo di succo di arancia.


Carnevale d'Ivrea e la Mugnaia 2011

Caratteristica del Carnevale di Viareggio, denominato anche Carnevale d’Italia, in provincia di Lucca (Toscana), sono gli splendidi carri allegorici più o meno grandi su cui troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui difetti vengono sottolineati con satira ed ironia. La tradizione di questa particolare sfilata risale alla seconda metà dell’800, esattamente al 1873, quando alcuni ricchi borghesi della città decisero di mascherarsi per protestare contro le tasse che erano costretti a pagare e presero a bersaglio dei loro ironici scherzi il capo degli esattori comunali. Da allora ogni anno questa sfilata permette di realizzare carri che interpretano alla perfezione il pensiero e il malcontento di tanta gente.


Un altro Carnevale famoso è quello di Putignano (BA), piccolo centro pugliese. Le sue origini risalgono a tempi lontani, 1394, rendendolo uno dei carnevali più antichi d’Europa. Il Carnevale di Putignano presenta ancora riti popolari antichissimi che si accompagnano alle tradizionali sfilate di carri ed è uno dei più lunghi per durata. Comincia infatti il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, con la Festa delle Propaggini, con strofe e versi umoristici e satirici, nel dialetto putignanese, dedicati a particolari personaggi e a fatti accaduti in città dell’anno trascorso. Il Martedì Grasso (o martedì delle ceneri) si può assistere al funerale del re Carnevale, rappresentato da un maiale: il suo feretro, accompagnato dalla moglie e da donne che piangono e urlano, sfila attraverso le strade della città, e, al termine della processione, viene dato fuoco ad un fantoccio che lo rappresenta.


 
In Sardegna, ad Oristano, l’ultimo giorno di Carnevale, è dedicato alla Sartiglia, giostra equestre durante la quale i cavalieri vestiti con costumi tradizionali antichi e con il volto coperto da una maschera di legno, devono riuscire ad infilzare con la lancia le stelle sospese in alto. Dal numero delle stelle che i cavalieri, al galoppo, riescono ad infilare sulla lancia, i contadini del luogo riusciranno a prevedere se il raccolto dei campi sarà abbondante o scarso. Anche qui, è evidente che i riti di Carnevale rispecchiano tradizioni antiche e pagane legate alla fertilità della terra e alla riuscita del raccolto. Pari infatti che siano stati i crociati ad introdurla in Occidente fra il 1118 e il 1200.



Il Carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa.

Le origini del Carnevale veneziano risalgono al X secolo, attraverso le cronache storiche sappiamo che il giorno di Giovedì Grasso si ricordava la vittoria del Doge Vitale Michiel sul patriarca di Aquileia, Ulrico, avvenuta nel 1162. Per ricordare la sconfitta subita, ogni anno i successori del Patriarca dovevano inviare al Doge un certo numero di maiali che venivano uccisi e la loro carne era distribuita tra i nobili, il clero e il popolo. Gli spettacoli continuavano con giocolieri e saltimbanchi, fuochi di artificio e il Volo dell’Angelo, detto anche della Colombina, fatto da un acrobata che saliva lungo una fune fino alla loggia del campanile di S.Marco, per poi tornare a terra con un mazzo di fiori da offrire al Doge.

Vollo dell'angelo

Allora come oggi, il costume che simboleggiava il Carnevale era la “bautta” formato da un mantello, detto tabarro, una cappa di merletto ed un cappuccio di seta nera. Sul capo uno strano cappello a tricorno e sul viso una maschera bianca che garantiva l’incognito. Tutti potevano mascherarsi a Carnevale, le distinzioni di ceto e di sesso cadevano, le maschere permettevano la massima libertà e soprattutto nessuna differenza.

Un tipo di bauta

Con il passare degli anni alcune tradizioni sono andate perdute, altre si sono adeguate alle nuove abitudini della vita, tuttavia il gusto del travestimento non è mutato, e l’originalità del Carnevale di Venezia è proprio nelle sue maschere. Infatti, oltre alla “bautta”, i veneziani hanno creato dei costumi preziosi e particolarissimi che fondono insieme lo stile e il gusto di tre diverse epoche storiche: il medioevo, il rinascimento e il settecento. Il risultato sono splendidi abiti di lucida seta color oro, nero o argento completati da mantelli di merletto e parrucche e, naturalmente, da una maschera che nasconde il viso, così che ognuno ancora oggi, come tanti secoli fa, si senta libero di ballare e divertirsi, certo di non essere riconosciuto.
L’atmosfera che si respira a Venezia è magica tutto l’anno, ma durante il Carnevale diventa ancora più speciale: gli spettacoli organizzati dappertutto, la musica e i balli in piazza S.Marco, le maschere dagli abiti multicolore, e, soprattutto, tanta voglia di divertirsi, tutto questo tra lo scintillio dell’acqua dei canali che come un’eco sembrano ripetere un ritornello vecchio ormai di secoli:

Par che ognun di carnevale
A suo modo possa far,
Par che adesso non sia male
Anche pazzo diventar…


Testo tratto e adattato da http://www.learnitaly.com/carnevale.htm

28 de fev. de 2011

"Non ti fare, Fatti la tua vita"

     È lo slogan della campagna informativa istituzionale contro l'uso delle droghe promossa dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’anno 2011.
    Protagonisti degli spot sono i giovani ai quali si vuole trasmettere il messaggio che l’uso di droga, qualsiasi droga, reca a chi ne fa uso un danno irreparabile, che la droga distrugge i rapporti interpersonali, e che fare uso di droghe distrugge il mondo dei giovani e quello di chi gli sta vicino.
    La campagna cerca di rovesciare l'immagine della droga come scorciatoia per il piacere e la felicità, e di affermare che, oltre a essere distruttiva, porta anche a un forte peggioramento della qualità di vita, della stima di sé e della considerazione da parte degli altri. Proprio per questo lo spot televisivo, che è l'elemento di maggior visibilità della campagna, pone il protagonista di fronte all'alternativa tra una felicità illusoria e avvelenata e la realtà di una ragazza semplice e vera.

"Questa campagna - ha detto Carlo Giovanardi Sottosegretario di Stato alla Presidenza dei Consigli dei Ministri- ha come obiettivo quello di far capire come la droga si presenta", cioè come una bella donna, "e cosa sia in realtà: un mostro. Per la prima volta in Italia assistiamo a una diminuzione nell'uso di sostanze. Questo dimostra che iniziative come questa servono molto".



LESSICO


slogan – n.m. ingl. inv. frase pubblicitaria che accompagna il lancio di un prodotto o esprime un’idea
spot – n. m. ingl. inv. breve filmato pubblicitario.

recare – v. trans. causare
rapporto – n.m. legame che unisce due o più persone.
rovesciare – v. trans. voltare sottosopra, capovolgere; mettere all'esterno ciò che è interno
scorciatoia – n.f. strada meno importante, che è più breve della principale; mezzo per raggiugere più rapidamente uno scopo.



Nella frase dello spot “Non ti fare, fatti la tua vita” vediamo due regole dell’imperativo:


Primo caso: “Non ti fare”
  • Il comando negativo – divieto o una proibizione – nell’imperativo si esprime nella 2° persona singolare (tu) con l’avverbio non seguito dall’infinito:
“Non parlare!”; “Non ti muovere!”.
  • Per le altre persone si usano le forme dell’imperativo e del congiutivo presente (congiuntivo esortativo) precedute sempre dall’avverbio non: “Non parli!”; “Non parliamo più”; “Non parlate!”; “Non vengano!”.

                            Secondo caso: “fatti la tua vita”
L’imperativo oltre ad esprimere un divieto, come abbiamo appena visto, permette di formulare anche un ordine, un comando, un suggerimento, un invito o una preghiera.

Come sappiamo, di norma, i pronomi di forma atona ( mi, ti, lo, gli, la, le, ci, vi, li, le, (loro)) si collocano prima del verbo e si dice che sono proclitici.

Tavolta, però, i pronomi di forma atona devono essere posti dopo il verbo: diventando allora enclitici e si uniscono al verbo formando un’unica parola. Ciò succede, ad esempio, quando questi pronomi sono complementi di un infinito “Ho bisogno di vederti”, di un gerundio “Non vedendoti arrivare, mi sono preoccupato” e di un imperativo “Datemi ancora un po’ di tempo”.

Infatti, quando è accompagnato da pronomi, l`imperativo si costruisce così:

  • Con "tu", "noi", "voi" il pronome si mette dopo il verbo e forma con esso una sola parola.


      Esempi: “Devi scrivere questa lettera, è urgente, scrivila subito!”

                       “Dobbiamo scrivere questa lettera, è urgente, scriviamola subito!”


  • Con le forme di cortesie (Lei-Loro), invence, il pronome si mette prima del verbo;

      Esempi: “Deve scrivere questa lettera, è urgente, la scriva subito!”

                      
                       “Mi diano una spiegazione!”


  • Con i verbi dare, fare, stare, dire, andare nella 2° persona (da`,fa`, sta`, di`, va`), seguiti dai pronomi o dalle particelle "ci" e "ne", raddoppia la consonante del pronome o dalle particelle.


      Esempi:  “Dimmi la verità!" Dimmela, per favore!”

                        “Fa`la spesa, falla subito!”

                        “Va`alla stazione, vacci appena puoi!”
  • P.S. “Quando arriva Mauro, dagli le chiavi dell`ufficio.”  Attenzione con il pronome "gli", la consonante non radoppia!

24 de fev. de 2011

Curso de Extensão "Cultura Italiana através das regiões"

Brasões das Regiões

Não se aprende completamente uma língua estrangeira, se não se conhece a sua cultura !
Este Curso tem o objetivo de Formar culturalmente profissionais e cidadãos em geral interessados na Língua Italiana; Fazer os alunos perceberem o binômio língua/cultura; Destacar a importância da competência cultural na proficiência de uma língua estrangeira; Motivar os alunos a pesquisarem sobre cultura italiana; Fomentar discussões sobre interculturalidade e Mostrar as diferenças culturais regionais italianas.

Serão propostos Seminários em grupo, para que os alunos possam pesquisar e apresentar as regiões. Serão 13 aulas presenciais (19h) e mais 11 horas online. Nas 13 aulas presenciais, serão apresentados slides sobre as regiões, 2 por aula. E ao final, haverá um Quiz sobre a aula. Nas 11 horas online, todos os alunos deverão pesquisar nos sites sugeridos sobre as próximas aulas para garantir uma melhor interação durante os encontros presenciais.

Início: 04/03/2011    Término: 03/06/2011
Horário: Sextas 12.30h às 14h
Local: Depto Letras Estrangeiras
Inscrições: 1º dia de aula com o professor
Certificados: Seminário + Frequência (75% = 10 aulas)
Pré-requisito: Vontade de aprender !